Le tecnologie No-Dig riducono i costi fino al 60% rispetto alle tecnologie tradizionali.
L’obsolescenza delle condotte idriche e fognarie sotterranee e le difficoltà operative legate agli interventi di manutenzione o sostituzione con tecniche tradizionali, ampliano sempre più la schiera di enti gestori ed amministrazioni che scelgono i vantaggi delle tecnologie senza scavo. In questo contesto l’offerta si distingue per la capacità di ottimizzare tanto i costi diretti, quanto quelli indiretti, rappresentando una strategia economicamente sostenibile per la gestione delle reti.
Costi diretti: risparmio sulla spesa operativa.
Le evidenze dimostrano come le tecnologie No-Dig comportino un abbattimento significativo dei costi diretti rispetto agli interventi tradizionali.
Uno studio pubblicato dall’American Society of Civil Engineers (ASCE) ha confrontato i costi di costruzione tra il rinnovo delle condotte mediante Cured In Place Pipe (CIPP) e la sostituzione tradizionale con scavo aperto. I risultati indicano che i costi medi di costruzione con tecnologie senza scavo sono inferiori del 57% per condotte di piccolo diametro, del 63% per quelle di diametro medio e del 18% per quelle di grande diametro rispetto alla sostituzione tradizionale. Dati in linea con le stime generali che attribuiscono al CIPP una riduzione dei costi compresa tra il 30% e il 60% rispetto ai metodi convenzionali.
L’investimento iniziale più alto, dovuto ai materiali e all’attrezzatura specializzata, viene ammortizzato già nel medio periodo. Inoltre, la possibilità di evitare lavori accessori, come la rimozione ed il ripristino di pavimentazioni o sottoservizi interferenti, contribuisce a consolidare il vantaggio economico.
Costi indiretti: impatto economico esterno ridotto.
La sostenibilità economica non riguarda solo il costo di cantiere. I costi indiretti, ossia le ricadute economiche su mobilità, attività produttive e servizi pubblici, rappresentano una voce spesso sottovalutata.
Uno studio promosso da Italian Association for Trenchless Technology (IATT) e condotto in collaborazione con TILab ed il Comune di Torino ha stimato che l’utilizzo di tecnologie No-Dig riduce dell’80% i costi sociali ed esterni rispetto alle tecniche tradizionali, includendo:
- perdite economiche da congestione del traffico;
- danni alle attività commerciali;
- interruzioni di servizi pubblici;
- tempi aggiuntivi di gestione e autorizzazione.
Un’analisi comparativa condotta in Svezia da Federation of Swedish Industries, ha dimostrato che in ambito urbano l’incidenza dei costi indiretti può superare quella dei costi diretti, fino al 150% del budget di cantiere, rendendo i vantaggi delle soluzioni trenchless ancora più rilevanti.
Efficienza nel Ciclo di Vita.
Le tecnologie No-Dig non sono solo convenienti nella fase iniziale di posa. Secondo il rapporto “Life Cycle Cost Analysis for Trenchless Technologies” redatto da Trenchless Technology Center (TTC), i metodi come CIPP e Slip Lining permettono una riduzione dei costi totali nel ciclo di vita fino al 45% grazie alla maggiore durata e alle minori esigenze di manutenzione.
Anche il Pipe Bursting, utilizzato per eliminare condotte preesistenti ed aumentarne il diametro, ha dimostrato di generare risparmi significativi nei costi di adeguamento delle reti, evitando la realizzazione ex-novo di infrastrutture con portate superiori.
Diventa dunque essenziale un approccio di resilienza alle tematiche di manutenzione e sostituzione delle condotte e le tecnologie No-Dig rappresentano la risposta concreta e documentata per ottimizzare i budget e migliorare l’efficienza complessiva degli investimenti. L’ottimizzazione dei costi diretti, la drastica riduzione dei costi indiretti ed i benefici sul lungo periodo posizionano il trenchless come una scelta sostenibile non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto economico.




