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NO dig vs tecnolgie tradizionali

NO dig vs tecnolgie tradizionali

NO dig vs tecnolgie tradizionali

Con la tecnologia No-Dig il 60% in meno di CO2 rispetto alle tecnologie di scavo tradizionali.

Nel contesto della transizione ecologica, la modernizzazione delle infrastrutture sotterranee rappresenta una sfida strategica per le amministrazioni pubbliche, le utility e gli operatori del settore. La necessità di intervenire su reti idriche e fognarie spesso obsolete si scontra con l’urgenza di ridurre al minimo l’impatto ambientale degli interventi. È in questo scenario che le tecnologie No-Dig, o trenchless, – tecniche di risanamento senza scavi a cielo aperto – si stanno imponendo come una risposta concreta e sostenibile.

Emissioni di CO₂: perché le tecnologie tradizionali incidono negativamente

Le tecniche tradizionali di posa e manutenzione delle condotte prevedono l’apertura di scavi lungo il tracciato della rete, metodologia che richiede interventi ed una gestione logistica che contribuiscono significativamente alle emissioni di CO₂:

  • Utilizzo massiccio di macchinari da cantiere.
  • Movimentazione di grandi volumi di risulte.
  • Produzione e trasporto di materiali da costruzione.
  • Tempi lunghi di esecuzione.
  • Disagi sociale ed urbano.

Tecnologie no-dig: un modello operativo a basse emissioni

Le tecnologie no-dig evitano o minimizzano gli scavi a cielo aperto con conseguenti vantaggi anche dal punto di vista dell’impatto ambientale:

  • Drastica riduzione della movimentazione di materiali.
  • Minore necessità di produrre e trasportare nuovi materiali.
  • Diminuzione dell’uso di carburanti fossili.
  • Tempi più rapidi di intervento.

Un contributo agli obiettivi ESG e alla neutralità climatica

L’adozione delle tecnologie no-dig si inserisce pienamente nella logica degli obiettivi ESG (Environmental, Social, Governance), oggi sempre più al centro delle politiche di investimento e delle strategie pubbliche:

  • Environmental: riduzione delle emissioni, tutela del suolo, minore consumo di risorse.
  • Social: minori disagi per la popolazione, maggiore sicurezza nei cantieri, riduzione del traffico e dell’inquinamento urbano.
  • Governance: trasparenza e misurabilità dei benefici ambientali, anche attraverso strumenti di rendicontazione della carbon footprint.

Sono stati condotti diversi studi scientifici che quantificano e confrontano le emissioni di CO₂ tra tecnologie tradizionali (scavo a cielo aperto) e tecnologie no-dig per interventi su condotte interrate. Tra questi, uno studio pubblicato su MDPI ha analizzato il ripristino di una rete fognaria nel centro storico di Brno, Repubblica Ceca, confrontando due varianti:

  • Variante 1 (tecnologia no-dig): 9,91 tonnellate di CO₂ equivalente
  • Variante 2 (scavo a cielo aperto): 24,29 tonnellate di CO₂ equivalente

Questo rappresenta una riduzione del 59,2% delle emissioni di CO₂ utilizzando la tecnologia no-dig rispetto al metodo tradizionale. *

Altri studi di settore internazionali, sono arrivati alla determinazione che l’utilizzo di tecnologie no-dig può portare a riduzioni delle emissioni di CO₂ anche superiori al 70% rispetto ai metodi tradizionali, a seconda del contesto operativo e della tecnologia impiegata.

In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata un parametro imprescindibile per qualsiasi intervento infrastrutturale, le tecnologie no-dig offrono una risposta tecnica ed ambientale all’altezza delle sfide contemporanee. Non si tratta solo di fare “meno danni”, ma di ripensare il modo in cui interveniamo sul territorio, sfruttando le innovazioni disponibili per ridurre concretamente le emissioni, ottimizzare le risorse e garantire infrastrutture resilienti, durature e sostenibili.

* Studio intitolato “Comparison of Trenchless and Excavation Technologies in the Restoration of a Sewage Network and Their Carbon Footprints”, pubblicato sulla rivista Resources (MDPI) nel gennaio 2024, condotto da un team di ricercatori affiliati a diverse istituzioni accademiche:

  • Brno University of Technology, Facoltà di Ingegneria Civile, Repubblica Ceca
  • Rzeszów University of Technology, Polonia

Comparision of Trenchless and Excavation Technologies