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Ekso Srl partecipa al dibattito sul futuro delle infrastrutture: innovazione e cultura del “no dig” per una gestione sostenibile del sottosuolo

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Ekso Srl partecipa al dibattito sul futuro delle infrastrutture: innovazione e cultura del “no dig” per una gestione sostenibile del sottosuolo

In occasione della tavola rotonda tenutasi all’interno di H2O Bologna, l’A.D. di Ekso Karim Sergio Ladjeri è intervenuto per portare la visione dell’azienda sul tema del “no dig” e delle tecnologie trenchless, strumenti sempre più strategici per una gestione intelligente e sostenibile delle infrastrutture.

Per Ekso Srl, il “no dig” non rappresenta soltanto un insieme di tecniche per la posa, la manutenzione o il risanamento delle reti interrate senza scavi a cielo aperto, ma un vero e proprio paradigma culturale: una modalità di pensare e progettare le infrastrutture che riduce gli impatti ambientali, ottimizza tempi e costi e contribuisce alla costruzione di città più resilienti e moderne.

Durante il dibattito, sono stati affrontati temi fondamentali per lo sviluppo del settore come l’importanza della produzione regolamentare — prassi, norme, listini prezzi — promossa da IATT e UNI, elementi indispensabili per garantire la diffusione di buone pratiche e per facilitare i processi di acquisto e di predisposizione dei bandi di gara nel settore no dig/trenchless. Si è parlato, inoltre, del ruolo delle organizzazioni intermedie, come ANCE, fondamentali per sostenere e diffondere la conoscenza di queste tecnologie e agevolare la loro adozione presso stazioni appaltanti e operatori economici e del valore dell’attività divulgativa dell’Associazione IATT, che continua a sensibilizzare il mercato sull’importanza di tecniche e tecnologie innovative per la manutenzione delle infrastrutture idriche, meteoriche e fognarie — elementi oggi più che mai strategici per la resilienza territoriale e la sicurezza ambientale.

Nell’occasione dell’incontro è stato sottolineato come sia necessario proseguire nel solco degli investimenti avviati con il PNRR, continuando a migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle infrastrutture esistenti. In questo contesto, le tecniche no dig/trenchless si confermano una risposta ecologicamente efficace ed economicamente efficiente, capace di coniugare innovazione tecnologica e tutela del territorio.

Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare: la cultura dell’impiego sistematico di queste tecnologie in Italia è ancora limitata rispetto ad altri Paesi europei di riferimento. È quindi necessario invertire il paradigma: un intervento di manutenzione deve essere concepito prioritariamente con tecniche no dig/trenchless, e solo laddove non possibile, si potrà ricorrere alle metodologie tradizionali a cielo aperto.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre annunciato l’imminente avvio di un Master universitario dedicato alle tecnologie NODIG/TRENCHLESS, sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo (UNIPA) e l’Università degli Studi di Messina (UNISOM), e finanziato dalla Regione Sicilia.
Il percorso, che si propone come un importante completamento dell’offerta formativa accademica in questo ambito, sarà rivolto a tecnici, progettisti, operatori e studenti, e consentirà la frequenza anche a chi già lavora nel settore.

I dettagli sui programmi e sulle modalità di candidatura saranno resi pubblici nelle prossime settimane attraverso i canali ufficiali di IATT e della segreteria dell’Associazione.

Per Ekso Srl, l’innovazione infrastrutturale passa anche da ciò che non si vede: dal sottosuolo, dove la tecnologia e la conoscenza si incontrano per dare forma a un futuro più efficiente, sostenibile e intelligente.