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Risanamento condotte con metodo NO-DIG tipo RELINING


Il “relining” rientra tra le tecniche di riabilitazione condotte con sistemi “senza scavo” o “no-dig”, che consente di effettuare il risanamento definitivo e strutturale di condotte danneggiate di ogni genere, in pressione o a gravità, servendosi di piccoli accessi puntuali. Il range di diametri sui quali è possibile operare con tale tecnica varia da 100 a 2300 mm, con pressioni di esercizio variabili da 1,5 a 32 bar.

La tecnica prevede di solito l’impiego di guaine in materiale plastico (polietilene), rivestite internamente con un feltro di vario spessore, in fibre di poliestere o fibre di vetro, impregnato con resine termoindurenti di vario tipo (vinilestere, poliestere, epossidica).

La preparazione delle guaine avviene presso un’idonea “sala impregnazione”, dove con opportune operazioni e particolari attrezzature, si provvede appunto ad “impregnare” e “calandrare” il feltro presente dentro i tubolari in polietilene con precise quantità di resina.

Fasi di preparazione ed impregnazione della guaina

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La guaina così preparata viene quindi caricata su mezzi frigo a temperatura controllata (circa 2°), per evitare l’innescarsi di fenomeni di catalisi incontrollati della resina.

I metodi di risanamento con tecnologia del “relining” si distinguono per le modalità di polimerizzazione della resina, il cui indurimento può ottenersi con acqua calda, vapore o a mezzo UV.

Si descrivono di seguito le diverse tecniche di polimerizzazione.

Risanamento condotte con spinta idraulica o pneumatica

Inversione con spinta idrostatica

Inversione con spinta idrostatica

Trasportata in cantiere, nel caso di “risanamento con spinta idraulica”, le guaina viene movimentata con idonea gru, in modo da portare un’estremità della stessa, in testa alla cosiddetta “torre di inversione”, un ponteggio realizzato sopra il punto/pozzetto di inserimento, di altezza variabile a seconda della lunghezza del tratto di condotta da risanare.

Inversione con spinta pneumatica

Inversione con spinta pneumatica

A questo punto, l’estremità della guaina verrà ancorata al “bicchiere di inversione” presente in testa alla torre, per essere quindi estroflessa all’interno della condotta, mediante la continua  l’immissione di acqua nell’intercapedine creata tra il tubolare invertito e quello ancora da invertire, in modo da portare il feltro impregnato con la resina a contatto con la parete interna della condotta, ricreando la nuova superficie interna della stessa, con la guaina in polietilene originariamente esterna.

La guaina aderirà perfettamente alle pareti interne della condotta ospite copiandone perfettamente il profilo per tutta la lunghezza prefissata.

La velocità di avanzamento della guaina all’interno della condotta è di circa 1 m/min.

Nel caso di “risanamento con spinta pneumatica” la guaina viene invece caricata all’interno di un estroflessore a chiocciola, avvolgendola su se stessa, ed inserita all’interno della tubazione collegando la chiocciola ad un generatore d’aria in pressione.

 

Risanamento con liner in fibra di vetro e indurimento a raggi UV

Per le aree densamente popolate, con grande volume di traffico, per siti difficilmente accessibili, con presenza di altre utilities, il sistema di polimerizzazione ad UV è spesso da preferire. Ovviamente non deve trattarsi di tubazioni di acqua potabile in quanto le resine utilizzate sono solo la polietere e la vinilestere, e certamente si addice per i diametri non superiori a 5oo dn.

Risanamento con liner in fibra di vetro e indurimento a raggi UV

Risanamento con liner in fibra di vetro e indurimento a raggi UV

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